Azione Dei Belli Dentro Alle Finali Di Beach Rugby 2018 Contro I Pirati Di Nisida

Il beach rugby in Italia e in Europa

Il beach rugby è una variante estiva del rugby “tradizionale”. Si gioca su un campo di sabbia lungo 31 metri (area di meta compresa) e largo 25, in 5 contro 5 e con cambi volanti. Sono abolite tutte le forme di ripresa del gioco che non siano il calcio libero (o “di seconda”), quindi non ci sono mischie e non ci sono touche. Non si può calciare e il pallone è un numero 4. Ogni meta vale 1 punto, come nel minirugby.

Il beach rugby arriva sulle spiagge nostrane all’inizio degli anni Novanta. È divertente da vedere e da giocare per la sua natura veloce e spettacolare, e presto si afferma su tutti i litorali italiani. Il primo regolamento ufficiale arriva nell’agosto del 1997. Durante il torneo di Cervia, più organizzatori di tappe si riuniscono per sottoscrivere la prima codifica del rugby in spiaggia in Italia, costituendo un Comitato che ne gestisca le attività sotto l’egida della FIR. 

due giocatori dell'italia beach rugby campione d'europa

Il primo Campionato si gioca nell’estate del 1998 e nel 2001 nasce l’organo che oggi gestisce il beach in Italia, la Lega Italiana Beach Rugby (LIBR). Il beach rugby è ormai diffuso lungo tutto lo stivale. Ogni anno sono oltre 100 le squadre che partecipano ai tornei nazionali. Esiste anche un circuito internazionale, organizzato a partire dal 2012 dalla EBRA – European Beach Rugby Association.

A livello invece di squadre nazionali, l’Italia ha partecipato nel 2014 e nel 2015 alla manifestazione organizzata da World Rugby in Brasile, come tappa di avvicinamento alle Olimpiadi di Rio. Nel 2017 gli Azzurri del Beach, con i nostri Yuma Santoro e Valerio Lo Sasso in campo, si sono laureati campioni d’Europa a Mosca. L’anno dopo l’Italia non è riuscita a bissare il successo, ma una nostra vittoria l’abbiamo avuta con la convocazione di Lorenzo Bilotti.