Comunicato Bello Dentro: Coppa Italia 2019

Comunicato Bello Dentro: Coppa Italia 2019

È andata in scena la terza edizione della Coppa Italia di beach rugby. Muniti di maglie nuove, canotte nuove, giocatori nuovi, mascotte nuova e vecchie speranze siamo partiti alla volta di Napoli.

Situazione pre tappa: seven, esami all’università, infortuni a calcetto infrasettimanali, weekendino con la donna, indisponibilità varie, litigi, ritardi, cose, lamentele sul campo, sulla location, sul caldo, posti in macchina scomparsi all’improvviso, frittatine di pasta, storie Instagram con le canzoni di Liberato, altre cose ancora. Insomma, ormai lo sapete, se c’è l’eventualità che qualcosa non vada per il verso giusto alla fine qualcosa non va per il verso giusto. Ma siamo comunque arrivati tutti a Napoli. E, a meno di smentite dell’ultim’ora, siamo anche tornati tutti.

Partiamo dalla cavalcata verso il settimo posto dei Denotte, alla loro prima Coppa Italia di sempre.

Girone assai tosto, rimediamo solo sconfitte contro Sabbie Mobili, Pirati di Nisida e Crazy Crabs. Vinciamo 8 a 0 nella finalina per il settimo gradino del podio contro i Colombiani di Nisida, cadetta dei Pirati, “ripescata” al volo il giorno prima dopo che tutte le altre squadre d’Italia avevano dato forfait. Il bilancio della giornata recita tre esordi, di cui due assoluti a beach rugby, un gioco a tratti spumeggiante e a tratti infame, oltre a parecchi spritz. Considerato che per qualche giorno anche i Denotte erano stati in lizza per accreditarsi tra “tutte le altre squadre d’Italia che hanno dato forfait”, alla fine non è andata per niente male.

I Belli Dentro erano, nonostante qualche elemento in prestito con i Denotte la settimana scorsa a Ostia, a tutti gli effetti alla prima uscita stagionale, per giunta con tre esordi in prima squadra. Apriamo le danze nel girone contro i Rockets, facciamo un po’ fatica a ritrovarci nel gioco, perdiamo 5 a 4. Bravi, ammazza, subito così. Calma! Nella seconda partita della fase a gruppi affrontiamo i Crazy Rats, facciamo a capocciate quando c’è da fare a capocciate, gioco brillante quando c’è da giocare brillante: 4 a 2 per noi. Chiudiamo contro i già citati Colombiani: 8 a 1.
Crazy Crabs in semifinale. Si inizia a fare sul serio. Partiamo estrosi e compatti, all’intervallo siamo 1 a 1 e abbiamo giocato metà tempo in inferiorità numerica. Subiamo il 2 a 1 alla prima azione della ripresa, ma poi riusciamo a pareggiare, a mostrare una difesa degna dell’assedio a Minas Tirith e a segnare il 3 a 2. Poi ancora difesa, caciara e triplice fischio: siamo in finale, di nuovo contro i Rockets.

Tutto bene, direte voi. Finora. Quando il sole inizia a calare sul golfo di Napoli ecco che iniziano a succedere cose. Nel match contro di noi un ragazzo dei Crazy riporta un taglio all’occhio, forse uno scontro di gioco, forse un sasso. Nel corso della giornata la sabbia di riporto della spiaggia di Bagnoli ha fatto venire fuori qualche brutta sorpresa. Proponiamo di non giocare la finale, si susseguono incontri, riunioni, battibecchi, gente che si incazza, gente che non capisce. La palla sta comunque a noi e ai Rockets, loro senza la certezza di non prendere zero punti non giocando decidono di giocarla. Ok, giochiamocela.

Scendiamo regolarmente in campo per la seconda finale di Coppa Italia della nostra vita. La facciamo breve: giochiamo molto meglio di come avevamo fatto nel girone, ma a quanto pare questo molto meglio non è abbastanza. I Rockets la portano a casa 4 a 3 e danno appuntamento a tutti a Alba Adriatica. La nostra qualificazione è rimandata alla stagione regolare. E anche il nostro primo titolo è rimandato. Come disse Warren Gatland, testa bassa e pedalare. Non è ancora arrivato il nostro momento.

I Belli Denotte alla Coppa Italia: Molinari, Cotino, Riitano, Belcastro J., Trova, Tomasini, Campanelli, Giordy il Grande, Ciampani, Di Giacomo F., Valente, Boccacci.

I Belli Dentro alla Coppa Italia: Alessi, Baffigi, Bosco, Bilotti, Belcastro L., Bolzoni, Tatto, Mantegazza, Masetti, Callori, Prof. Mazza, Di Giacomo G.

All.: Cecè, Emiliano.