Comunicato Bello Dentro: Master Finale 2017

Comunicato Bello Dentro: Master Finale 2017

A inizio stagione ci eravamo dati un obbiettivo: volevamo essere la squadra fastidiosa. A quanto pare ci siamo riusciti

Belli Dentro premiati al master finale 2017

Anno Domini duemiladiciassette. Siamo vicecampioni d’Italia. Un po’ per caso, un po’ no. Rivelazione, solo agli occhi di chi non ci frequenta tutti i giorni, del master finale. Capito come.

Tradizione vuole che nel comunicato si proceda per ordine, dunque iniziamo con la parte che è diventata il tormentone dell’estate, manco fosse Despacito: la polemica. Criticità prima della tappa: Lo Sasso in dubbio dopo la nazionale, non sappiamo se partire venerdì o sabato, ufficiale Lo Sasso non gioca, chiami la gente e spuntano infortuni di cui non eravamo a conoscenza, le canotte non arrivano in tempo. Criticità nelle ore immediatamente precedenti alla tappa: Emiliano doveva tornare da Mykonos ma gli hanno spostato l’aereo, il treno di Lisa viene assaltato da un pazzo a Santa Maria Novella, nessuno ha tende quindi molti partono sabato, Bilotti chiede dove può parcheggiare il treno, sabato mattina Emiliano che è riuscito a tornare da Mykonos sta male, è letteralmente verde in faccia, ok, ci sarebbe Lo Sasso che si è portato il paradenti ma non vuole giocare, alla fine lo convinciamo ma ci odia e ripeterà tutto il giorno che ci vuole vedere morti, però vuole giocare solo esterno e a noi manca un play, spostiamo un po’ di gente riproponendo l’esperimento del falso nueve (sarà un successone). Ovviamente la sabbia bruciava un botto.

Ora possiamo cominciare.

Esordio coi fuochi d’artificio. Vinciamo 13 a 1 contro i ragazzi del Salento Rugby, freschi campioni della Magna Grecia. Secondo match e secondo successo, contro la Molesta Quindicina (non ancora del tutto distratta dai fumi dell’alcol) è 9 a 2 per noi.

Pausa pranzo. Pasta fredda con tonno, mozzarella, pomodori e sabbia. Giggi è allergico al tonno e allora via con fusilli e sabbia e parmigiano.

Dopo pranzo, come accade dall’alba dei tempi, ci giochiamo il mondo. Incontriamo i Crazy Crabs. Giochiamo molto bene che tant’è che all’intervallo siamo sopra 3 a 1. Tant’è che però ci facciamo recuperare e superare, pareggiamo, poi loro purgano all’ultimissima azione: finisce 5 a 4. Dobbiamo battere i Pirati di Nisida per andare in semifinale.

Il contraccolpo della sconfitta coi Crabs si fa sentire, contro i Pirati siamo sotto 2 a 1 a metà partita. Loro sono molto fastidiosi, soprattutto nel gioco rotto, e noi facciamo difficoltà a esprimerci come vorremmo. In parole povere giochiamo male. Il match finisce 3 a 3, trionfiamo alla golden meta. Siamo in semifinale. Il cuore di Cecè comincia a dare i primi segni di cedimento.

Ok, fino a adesso abbiamo solamente scherzato. In semifinale c’è Padova, forse l’avversario peggiore da incontrare a un master, per quanto so’ ciotti, organizzati e, diciamo così, voluti bene dagli arbitri (eh no amici, la polemica n’era finita). Noi però, a inizio stagione, ci eravamo dati un obbiettivo: volevamo essere la squadra fastidiosa, quella che quando la mattina arriviamo al campo la gente pensa “che palle ci sono anche loro”. Iniziamo con un’arroganza che neanche noi credevamo di poter esprimere, siamo superiori in tutto e per tutto, dal punto di vista fisico e da quello della voglia. Mancano tipo trenta secondi e siamo sopra 6 a 4, e allora Padova prova a fare il colpaccio. Segnano la meta del 6 a 5, in campo erano almeno in sei, ma no che uno stava uscendo, in sei che correvano verso la meta. Segnatura convalidata. Boh. Al restart mancano dieci secondi, diciamo a Livio di battere e andare fuori, lui la passa letteralmente fuori. Calcio di punizione. A tempo scaduto ma l’arbitro fa giocare lo stesso. Meta del Padova, col guardalinee titubante se darla o non darla, viene assegnata. 6 a 6. Sudden death, di nuovo. Ma, come si dice in questi casi, San Giovanni scopre gli inganni. Sta partita la dovevamo vincere noi. Segna Yuma da Corviale, con un pick and go. Apoteosi. Finale scudetto. Lacrime.

L'esultanza dopo la meta della vittoria contro Padova

L’esultanza dopo la meta della vittoria contro Padova

La finale scudetto è un’altra storia. Davanti abbiamo i Crazy Crabs che inseguono il titolo da quando noi per giocare il sabato dovevamo raccattare persone random il giorno prima. Vendiamo cara la pelle. Loro però sono forse un po’ più preparati, al quinto tentativo ce la fanno. Nella finale più tirata degli ultimi anni i Crabs si impongono 2 a 1. A quanto pare ci siamo riusciti a essere fastidiosi. Scusate, quanto manca al beach?

I Belli Dentro al Master Finale

I Belli Dentro al Master Finale

I Belli Dentro al Master finale: Alegiani, Santoro, Giancarlini Jr, Bilotti, Belcastro L., Bolzoni, Tatto, Frigo, Martelli, Gualdambrini, Lo Sasso, Alessi.

All.: Ada e Cecè.

Più un’infinità di gente, telefonate e messaggi arrivati da ogni parte d’Italia che non nominiamo per non fare un torto a chi voleva esserci e non ha potuto stare con noi. E poi perché sto post è venuto fin troppo lungo.